Scelte fiscali del Regno Unito: l’approccio di Rachel Reeves
Rachel Reeves ha preso una decisione chiara: mantenere la stabilità dei mercati. L’attuale Cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito ha optato per un forte rigore fiscale, imponendo sacrifici ai lavoratori per fronteggiare il deficit nazionale. Questa scelta, tuttavia, ha un impatto negativo sulla crescita economica. Secondo l’Office for Budget Responsibility, ci sono ora più di due volte i fondi necessari per raggiungere gli obiettivi fiscali, complicando la posizione del primo ministro britannico Keir Starmer, che aveva garantito ai suoi sostenitori un impegno per rivitalizzare l’economia.
Dettagli della manovra fiscale di Reeves
Se da una parte gli investitori esprimevano preoccupazione per un bilancio poco rigoroso che avrebbe potuto destabilizzare i mercati obbligazionari, dall’altra molti cittadini britannici erano preoccupati per possibili misure draconiane. La ministra delle Finanze non ha esitato a implementare politiche di austerità.
Il Regno Unito affronterà un aumento delle tasse annuo di 26 miliardi di sterline, portando il carico fiscale complessivo vicino al 38% del PIL. Questa rappresenta una pressione fiscale senza precedenti, sebbene sia ancora inferiore rispetto alla media dell’eurozona, che si attesta al 41%. Le soglie per l’imposta sul reddito rimarranno fisse fino al 2030/31, impedendo così gli adeguamenti automatici. Di conseguenza, mentre i salari potrebbero aumentare, molte persone si troveranno a pagare imposte più elevate senza che ciò migliori il loro potere d’acquisto a causa dell’inflazione.
Tra le novità introdotte dalla Legge di bilancio c’è anche una nuova imposta sulle abitazioni superiori a 2 milioni di sterline, con tasse variabili da 2.500 a 7.500 sterline all’anno. Una tassa sul chilometraggio per i veicoli elettrici e ibridi entrerà in vigore nel 2028. Inoltre, gli azionisti dovranno affrontare un aumento dell’imposta sui dividendi di 2 punti percentuali, con le aliquote inferiori che saliranno al 10,75% e quelle superiori al 35,75%, generando un introito aggiuntivo di 2,1 miliardi di sterline.
Questi aumenti fiscali si allineano a quelli dell’anno scorso, quando si registrò un incremento di 40 miliardi di sterline, il più consistente dagli anni ’90. Nonostante Reeves avesse inizialmente promesso che tali misure sarebbero state eccezionali, le necessità di bilancio e la stabilità dei mercati hanno portato a un ripensamento. “Siamo consapevoli che ci sarà una forte opposizione, ma non ho ancora visto un piano alternativo credibile o equo per i lavoratori”, ha dichiarato Reeves. Questa politica rigorosa avrà effetto sulla crescita del Paese. L’Obr ha infatti rivisto al ribasso le previsioni per il PIL, stimando ora un aumento dell’1,5% dal 2026 al 2029, inferiore di 0,3 punti percentuali rispetto alle previsioni di marzo.
Risposta dei Mercati
In risposta a queste misure restrittive, i mercati hanno mostrato una reazione favorevole ai titoli di Stato britannici. I Gilt decennali hanno registrato un calo del 2,32% in termini di rendimento nell’ultima sessione, mentre nella mattinata odierna hanno registrato un aumento di circa 70 punti base. Gli investitori erano determinati a evitare un altro crollo simile a quello vissuto nel 2022, durante il governo dell’allora primo ministro Liz Truss, quando un bilancio con forti tagli fiscali aveva provocato una crisi nei mercati obbligazionari.
Nel frattempo, la sterlina ha guadagnato terreno rispetto al dollaro statunitense, con il cambio GBP/USD che supera 1,32. Tuttavia, secondo gli analisti di Morgan Stanley, i vantaggi per la valuta britannica potrebbero essere temporanei, poiché al momento non ci sono catalizzatori significativi in vista. “Ora che il bilancio è stato presentato, riteniamo che ci siano poche ragioni valide per mantenere una posizione lunga su GBP/USD”, ha commentato il team guidato da David Adams.