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Le Nuove Sazi Gusti degli Stati Uniti Sulla Russia: La Cina Lascia Putin?

2025/10/27 26

Le Nuove Sazi Gusti degli Stati Uniti Sulla Russia: La Cina Lascia Putin? 

La Nuova Strategia Statunitense sulla Russia

Di recente, gli Stati Uniti, dopo un tentativo di apertura attraverso un incontro che avrebbe dovuto coinvolgere Donald Trump, Xi Jinping e Vladimir Putin (poi annullato perché considerato da Trump un “puro spreco”), hanno deciso di riprendere la linea dura nei confronti della Russia.

Sanzioni nel Settore Energetico

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha recentemente introdotto nuove sanzioni contro la Russia, prendendo di mira due giganti del petrolio: Rosneft e Lukoil. Queste misure vietano alle entità americane qualsiasi transazione con le suddette compagnie. Inoltre, anche le banche estere che facilitassero tali operazioni rischiano sanzioni.

Il segretario del Tesoro Scott Bessent ha affermato: “È il momento di fermare le uccisioni e dichiarare un cessate il fuoco immediato. Il rifiuto di Putin di terminare questa guerra insensata ci ha portato a sanzionare le due compagnie petrolifere russe che alimentano la macchina da guerra del Cremlino.” Ha anche invitato gli alleati a unirsi a queste iniziative. Tuttavia, Putin ha minimalizzato l’effetto delle sanzioni affermando: “Non ci sarà alcun impatto sull’economia russa”.

Cina: Un Cambio di Direzione?

Un aspetto che suscita particolare attenzione è il cambiamento nella posizione della Cina, un tempo considerata un rifugio sicuro insieme all’India per la Russia, attraverso la quale Mosca aveva la possibilità di aggirare le sanzioni occidentali. Tuttavia, recenti notizie indicano un’evoluzione in questa dinamica.

Secondo quanto riportato da Reuters, le principali compagnie petrolifere statali cinesi, come PetroChina, Sinopec, Cnoo e Zhenhua Oil, hanno sospeso l’acquisto di petrolio russo via mare in seguito alle nuove sanzioni statunitensi. Questo sviluppo si allinea con quanto sta accadendo anche in India, dove le raffinerie, in particolare, hanno deciso di ridurre significativamente le importazioni di petrolio russo.

Le fonti di Reuters segnalano che le aziende cinesi avevano in programma acquisti di circa 250-500.000 barili al giorno da Rosneft e Lukoil per il 2025, molti dei quali già gestiti attraverso intermediari. Dopo queste notizie, il prezzo del petrolio ha subito un notevole rialzo, con un incremento di oltre il 5% per il Brent.

Rimane da chiedersi se la Cina stia realmente abbandonando la Russia. La risposta, al momento, è no; ma il fatto che questa possibilità venga discussa è significativo. Indica che le relazioni stanno mutando e che non è più scontato che la Russia possa contare sul supporto della Cina come in passato.

In un contesto internazionale in cui le sanzioni energetiche sono strumenti di grande rilevanza, ogni mossa è cruciale. Se la Cina inizia ad adottare una posizione di scetticismo — “ti supporto, ma in modo limitato” — ciò comprometterebbe la solidità dell’alleanza russo-cinese, segnando una sostanziale mutazione della situazione attuale.

La Russia continua a essere un colosso energetico, ma si trova a fronteggiare un futuro incerto. Non avendo la garanzia del supporto cinese, il Cremlino potrebbe dover iniziare a rivalutare la propria strategia in un panorama geopolitico in continua evoluzione.

           

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