Impatto della crisi energetica in Europa: il ruolo degli USA nel nuovo assetto energetico
La guerra iniziata dalla Russia nel febbraio 2022 in Ucraina ha portato a una profonda crisi energetica in Europa, costringendo l’Unione Europea a cercare alternative al gas russo. Gli Stati Uniti si propongono come principale fornitore, ma a un costo che si riflette sulla competitività industriale e sui costi energetici domestici. L’Italia, uno dei principali importatori, risulta particolarmente esposta.
Gas naturale liquefatto: il legame tra USA ed Europa
L’interruzione delle forniture di gas russo-ucraino ha aumentato la dipendenza europea dal gas naturale liquefatto. Le importazioni di GNL ora rappresentano il 37,5% dell’approvvigionamento totale di gas in Europa, con una significativa crescita delle importazioni dagli Stati Uniti. In Italia, gli acquisti di gas liquefatto dagli USA sono raddoppiati, portando il paese a dipendere per il 45% da questo tipo di gas, superando Qatar e Algeria.
Sebbene gli Stati Uniti abbiano raggiunto livelli record di esportazioni di gas naturale liquefatto, il costo di questo tipo di gas risulta più elevato rispetto a quello fornito tramite gasdotti. Questo si traduce in tariffe più alte per famiglie e imprese.
Italia: impatto del gas naturale liquefatto
Il gas naturale copre quasi la metà del mix energetico italiano, con la quota di gas liquefatto che è passata dal 11% al 30% del fabbisogno nazionale. Questo aumento dei costi energetici rappresenta una sfida per le imprese ad alta intensità energetica, che rischiano di essere svantaggiate rispetto alla concorrenza in regioni dove il gas è più economico.
La diversificazione delle fonti energetiche migliora la resilienza dell’Europa, ma i costi più elevati del gas naturale liquefatto influenzano sia le bollette che l’industria. In un momento in cui l’Europa affronta la transizione energetica e la riduzione delle emissioni, l’aumento dei costi energetici aggiunge ulteriori sfide.