L’andamento dei mercati finanziari sta influenzando anche il prezzo dell’oro, che ha subito una significativa flessione rispetto al massimo storico di 3.201 dollari per oncia, attestandosi attualmente intorno ai 3.050 dollari. La decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di introdurre dazi su varie nazioni ha scatenato turbolenze sui mercati, con azioni e criptovalute in calo e investitori che si sono rifugiati in beni sicuri come i titoli di Stato USA e l’oro.
La recente vendita di oro non significa necessariamente che non sia più considerato un porto sicuro. Gli investitori potrebbero aver deciso di incassare i profitti ottenuti dal recente rally dell’oro per compensare perdite in altri settori. Secondo l’analista Kyle Rodda di Capital.com, durante periodi di panico come questo, i mercati possono diventare meno efficienti a causa dell’irrazionalità delle decisioni degli investitori.
Oro: Crescita delle riserve della Banca centrale cinese
La Banca centrale cinese ha incrementato le proprie riserve d’oro per il quinto mese consecutivo a marzo, confermando la costante domanda di lingotti da parte di istituzioni di grandi dimensioni. Le crescenti tensioni legate alla guerra commerciale tra USA e Cina stanno alimentando il timore di una recessione economica globale, senza segnali di una possibile soluzione. Le recenti azioni di entrambi i paesi hanno aumentato ulteriormente la tensione, con la Cina che ha introdotto tariffe del 34% sulle importazioni statunitensi.
In questo contesto instabile, le banche centrali stanno preferendo accumulare riserve d’oro come forma di sicurezza. Secondo Tim Waterer di KCM Trade, le operazioni delle autorità come la PBoC possono contribuire a stabilizzare i prezzi una volta che la situazione si sarà calmata. Ole Hansen, di Saxo Bank, ritiene che tali azioni daranno fiducia agli investitori nell’acquisto di oro come bene rifugio in un contesto di riallocazione dei fondi.