Avio stringe due importanti alleanze negli USA per espandersi nel settore della difesa
La società Avio, specializzata nella produzione di lanciatori spaziali e con base a Colleferro, ha annunciato due accordi strategici con colossi americani della difesa: Lockheed Martin e Raytheon. Questi intese anticipano l’avvio dei lavori per la realizzazione di un nuovo stabilimento produttivo negli Stati Uniti, previsto per il 2025 e con obiettivo completamento entro il 2028.
Il termsheet non vincolante con Lockheed Martin garantisce all’azienda americana un accesso prioritario a una parte della capacità produttiva del nuovo impianto di Avio Usa. Questo permetterà di rispondere a una domanda sempre più crescente e di rafforzare la filiera produttiva statunitense dedicata ai motori a propulsione solida, utilizzati sia nei sistemi tattici sia in quelli strategici.
Parallelamente, l’intesa con Raytheon prosegue una collaborazione iniziata nel luglio 2024, focalizzata sulle attività di ingegneria preliminare del motore Mk104. Avio ha recentemente ricevuto anche un ordine per supportare il progetto fino al raggiungimento della fase di Critical Design Review, confermando così la solidità del rapporto tra le due aziende.
Analisi tecnica: lo stato attuale delle azioni Avio a Piazza Affari
Le azioni Avio, quotate alla Borsa di Milano, mostrano segnali di potenziale recupero nel breve periodo, nonostante la forte flessione del 4,60% subita nella recente seduta. Dopo un’apertura stabile, i titoli hanno subito un calo fino al supporto chiave di 23,30 euro, chiudendo leggermente in rialzo a 23,85.
Osservando il percorso storico, il titolo aveva toccato un minimo a 14,87 euro a metà giugno, per poi iniziare un deciso trend ascendente, sempre sostenuto da una chiara linea di tendenza positiva. A partire da metà settembre, la spinta al rialzo è diventata più intensa sino a raggiungere un massimo storico a 52,40 euro lo scorso 9 ottobre, in corrispondenza del quale si è innescata una fase di forte correzione.
Attualmente, il titolo ha effettuato un ritracciamento di Fibonacci pari al 61,8%, segnale che il calo potrebbe aver raggiunto livelli eccessivi. È quindi plausibile attendersi un rimbalzo tecnico, almeno momentaneo, verso la resistenza intorno ai 30 euro.
Dal punto di vista operativo, una strategia long risulterebbe interessante solo al superamento di quota 25,20, con un possibile target a circa 30 euro. Al contrario, l’apertura di posizioni short sarebbe da considerarsi solo in caso di rottura sotto i 23,30 euro, prospettando un obiettivo vicino ai 20 euro.
I principali indicatori tecnici confermano questa visione: il Supertrend resta negativo, mentre Parabolic SAR e la media mobile a 25 giorni hanno iniziato a mostrare segnali di debolezza a metà ottobre. Anche il MACD ha appena incrociato al ribasso il suo Signal line, mentre l’RSI si trova in zona di ipervenduto, intorno al livello 28.
