In una seduta moderatamente positiva per Piazza Affari, le azioni Eni faticano a consolidare il rialzo iniziato ieri, senza riuscire a oltrepassare la resistenza cruciale poco sotto i 16 euro. Le novità giunte dalla controllata Plenitude, che ha annunciato da poco l’avvio di un impianto eolico in Calabria, non hanno però generato alcun slancio significativo sul titolo.
Il progetto, localizzato nel comune di Tarsia, prevede la realizzazione di un parco eolico con potenza totale di 13 MW, capace di fornire quasi 30 GWh annui di energia pulita. L’impianto sarà composto da tre turbine da 4,3 MW ciascuna, con pale dal diametro di 150 metri e un altezza complessiva di 180 metri. L’energia prodotta verrà immessa nella rete elettrica grazie a cavidotti dedicati e a una sottostazione di trasformazione progettata per ottimizzare il flusso energetico.
Questo parco eolico, in grado di coprire il fabbisogno energetico di migliaia di famiglie, testimonia l’impegno concreto di Eni nel settore delle rinnovabili sul territorio nazionale e si colloca perfettamente nell’ambito della strategia aziendale dedicata alla transizione energetica. Attualmente Plenitude ha una capacità installata di 4,8 GW da fonti rinnovabili e punta ad arrivare a 10 GW entro il 2028, rispettando gli obiettivi di decarbonizzazione e gli standard globali di sostenibilità.
Analisi tecnica delle azioni Eni e possibili movimenti di mercato
Tornando a osservare l’andamento azionario di Eni in Borsa italiana, la sessione odierna si caratterizza per un calo nei volumi rispetto ai giorni scorsi, con i prezzi della azione che si attestano intorno a 15,90 euro, mostrando segnali di debolezza. Nonostante ciò, la tendenza primaria del titolo appare ancora orientata al rialzo.
Solo una chiara rottura al di sopra della soglia dei 16 euro potrà confermare l’avvio di un nuovo impulso d’acquisto, con il primo obiettivo individuabile intorno ai 16,408 euro, area associata alla chiusura del gap-down lasciato aperto il 21 novembre scorso. Successivamente, i target di prezzo si sposterebbero verso i massimi recenti posti intorno a 16,60 euro.
Nel momento in cui anche questo livello dovesse essere superato, dove è presente il segnale daily dell’indicatore Supertrend, il quadro tecnico si rinforzerebbe ulteriormente, aprendo la strada verso i massimi degli ultimi sette anni tra 16,75 e 16,80 euro. L’eventuale superamento di queste resistenze potrebbe spingere i corsi fino a livelli mai toccati da dieci anni, ossia attorno a 17,50 euro.
In un’ottica di breve periodo, eventuali ribassi verso la fascia 15,70-15,60 euro, corrispondente ai minimi dell’ultimo mese, potrebbero rappresentare occasioni interessanti per nuove posizioni long.
Dal lato opposto, una perdita di questi supporti aprirebbe le porte a una fase correttiva più accentuata. Il primo importante livello di sostegno si trova intorno ai 15,40 euro, dove passa la media mobile a 50 giorni, seguito dai 15,17 euro, livello di chiusura del gap-up del 23 ottobre.
Oltrepassate queste soglie, le vendite potrebbero intensificarsi con i prezzi indirizzati verso i 14,90 euro e, successivamente, in area 14,50-14,45 euro, rappresentanti i minimi degli ultimi quattro mesi.
Una rottura anche di questi ultimi supporti aggraverebbe ulteriormente la situazione di medio termine, portando il titolo a contatto con la media mobile di lungo periodo tra 14,30 e 14,25 euro.