Prezzi del caffè in calo grazie alla rimozione dei dazi USA sul Brasile
Il mercato delle materie prime negli Stati Uniti ha registrato un significativo calo nei prezzi del caffè dopo l’annuncio della cancellazione dei dazi del 40% imposti su diversi prodotti agricoli brasiliani, tra cui il caffè. I contratti futures per la varietà Arabica, con consegna a dicembre all’Intercontinental Exchange, hanno virato al ribasso di quasi il 5%, attestandosi a 3,56 dollari per libbra, dopo aver toccato un calo massimo del 12%. Anche i futures per la Robusta, ottobre di gennaio alla Borsa di Londra, mostrano una diminuzione di circa 3,75%, a quota 4.444 dollari per tonnellata metrica.
Questa riduzione dei prezzi rappresenta un sollievo per le torrefazioni, che nelle scorse settimane hanno dovuto fronteggiare un forte aumento dovuto alle condizioni climatiche avverse nelle principali aree di produzione, con conseguente riduzione dei raccolti e offerta limitata.
La decisione di Trump: via i dazi sul caffè brasiliano
Il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di eliminare i dazi del 40% sulle importazioni di prodotti agricoli brasiliani a partire dal 13 novembre. Questa misura arriva dopo colloqui con il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e potrebbe includere il rimborso delle tariffe già applicate.
Le tariffe erano state introdotte in precedenza per punire il Brasile, a causa delle tensioni politiche legate all’ex presidente Jair Bolsonaro, considerato alleato di Trump e accusato di aver tentato un colpo di Stato dopo la sconfitta elettorale del 2022. Il Brasile è il principale produttore mondiale di caffè Arabica e fornisce circa un terzo del caffè consumato negli Stati Uniti.
Secondo l’analista Judith Ganes, presidente di J. Ganes Consulting, l’eliminazione dei dazi favorirà lo sdoganamento di migliaia di sacchi di caffè brasiliano attualmente bloccati nei magazzini doganali, dove molti importatori avevano stoccato il prodotto in attesa di una possibile revisione delle tariffe. Questo aumento dell’offerta potrebbe contribuire a ridurre il divario tra domanda e disponibilità nel mercato USA.
Il prezzo del caffè: un rialzo presto ridimensionato oppure un’inversione strutturale?
Nonostante la reazione immediata con un forte ribasso delle quotazioni del caffè, gli esperti mettono in guardia da un potenziale aggiustamento temporaneo piuttosto che da un’inversione stabile dei prezzi. Diverse criticità strutturali continuano a mantenere i valori alti.
Innanzitutto, la produzione globale di Arabica continua a essere in deficit, con stime come quelle di Volcafe che evidenziano un consistente squilibrio tra domanda e offerta. Le scorte certificate e gli stock industriali risultano infatti limitati, lasciando poco margine per ulteriori ribassi di prezzo.
In secondo luogo, i rischi climatici associati al fenomeno della Niña mantengono elevata l’incertezza sulla disponibilità futura. La Niña, fase fredda del ciclo ENSO, può influenzare negativamente le rese dei raccolti in aree chiave della produzione di caffè.
Infine, eventi improvvisi come le recenti inondazioni e frane in Vietnam, importante produttore di Robusta, hanno causato gravi danni e vittime, incidendo negativamente sull’offerta e generando ulteriori oscillazioni del mercato nel breve periodo.
In definitiva, sebbene la rimozione dei dazi abbia contribuito a un temporaneo calo dei prezzi, i fondamentali dell’offerta e della domanda e i rischi esterni lasciano presagire un contesto ancora complesso per il settore del caffè.