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Caffè, un prezzo sempre più salato? Il sapore amaro degli aumenti

2025/11/10 32

Caffè, un prezzo sempre più salato? Il sapore amaro degli aumenti 

Il Costo del Caffè in Aumento: Le Ragioni Dietro l’Alza dei Prezzi

Il caffè amaro è diventato ancora di più amaro, poiché lo zucchero non è più sufficiente. Il costo del caffè continua a salire sui mercati internazionali, costringendo anche gli italiani a fare i conti con questa nuova realtà. All’inizio di novembre 2025, i future sull’arabica alla Borsa ICE di New York si posizionano intorno ai 401 centesimi di dollaro per libbra, registrando un incremento del 56% su base annua. Anche il robusta di Londra supera i 4.680 dollari per tonnellata, toccando i massimi degli ultimi due anni a causa della scarsità dei raccolti e delle scorte ridotte al minimo.

Secondo la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), il prezzo medio di una tazzina di espresso al bar in Italia è salito a 1,20 euro, con picchi di 1,47 euro a Bolzano. Tuttavia, si prevede che i prezzi aumenteranno ulteriormente, con la possibilità che entro la fine del 2025 il costo di una tazzina possa arrivare a 2 euro.

Le Cause di Questo Aumento

La decisione del presidente americano Donald Trump di aumentare i dazi sul caffè brasiliano dal 10% al 50% ha peggiorato la situazione. Gli Stati Uniti assorbono circa un terzo della produzione brasiliana e le tariffe hanno ridotto le spedizioni verso il mercato americano, provocando un aumento dei prezzi a livello globale. Le condizioni meteorologiche avverse in Brasile e Vietnam, i due principali produttori mondiali, hanno danneggiato parte dei raccolti, riducendo l’offerta e spingendo al rialzo i prezzi.

Ulteriori pressioni sui prezzi sono dovute alla nuova normativa europea sulla deforestazione che entrerà in vigore nel 2025. Questa norma impone ai produttori di dimostrare che il caffè non provenga da aree disboscate dopo il 2020, aumentando i costi di certificazione e rallentando le esportazioni.

Le Azioni di Alcune Aziende di Fronte all’Aumento dei Costi

Nonostante l’aumento dei costi, alcune aziende italiane hanno deciso di assorbirne una parte. Illycaffè ha annunciato di non trasferire interamente i rincari ai listini, mantenendo la propria coerenza con la certificazione B Corp e la strategia a lungo termine. Inoltre, Il Brasile sta puntando su nuovi mercati come la Cina e l’Unione Europea, dove non vengono applicati dazi sul caffè.

Conclusione

La volatilità dei prezzi del caffè è influenzata da diversi fattori, tra cui dazi, condizioni meteorologiche avverse, nuove normative ambientali e speculazioni sui mercati delle materie prime. Il costo della tazzina di caffè riflette l’instabilità globale in cui ci troviamo, mettendo in evidenza le sfide che produttori e consumatori devono affrontare.

           

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